Jazz and Theatre photography
Fotografare un monologo teatrale
Oct 06
Super User

Fotografare un monologo teatrale

Seguire un monologo teatrale puro è un totale immergersi nelle parole del testo, sguardi e movimenti dell'attore. Fotografare in scena lo spettacolo "Moi", testo scritto da Chiara Pasetti sulle vicende umane e artistiche di Camille Claudel, interpretata magistralmente da Lisa Galantini è stato per me una grande sfida.

Con una scenografia volutamente scarna ed essenziale, due soli abiti per rappresentare altrettanti ma differenti momenti della sua vita, dovevo concentrarmi sulle parole e sul loro significato più ampio nella narrazione, sulle espressioni del volto e sui cambi repentini del tono di voce. Sentire e cogliere significato anche nei dettagli dei movimenti e posture per sondare gli abissi umani dell'artista.

Spettatore sensibile e fotografo silenzioso allo stesso tempo, mi sono affidato alle mie emozioni percepite sul momento, ho cercato di cogliere frammenti e istanti significativi della storia di Camille attraverso l'intensità dello sguardo, la visione della scena da prospettiva inusuale per lo spettatore, cercando e creando relazioni con gli spazi e i pochi ma simbolici elementi scenografici.

Fotografare per cercare l'inquietudine, la solitudine e il bisogno di amore, la grazia e il temperamento; la Camille abbandonata, la Camille donna. Questi sono stati le intenzioni che mi hanno accompagnato in tutta la sessione di scatti. Scattare senza ragionare e pensare prima per cercare nella scena.

Da questa sessione sono state scelte, insieme a Lisa Galantini le 12 immagini per questa mostra.

Un grazie speciale a Lisa per la sua professionalità e disponibilità nel farsi fotografare in prova e in scena al debutto restituendomi sempre tutte le emozioni e l'umanità di Camille.

Di seguito una frase in cui mi riconosco come fotografo, non solo di scena:

"Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare"

Daniel Pennac

e... per non smettere di riflettere.


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